Che cosa significa (davvero) lavorare nelle Risorse Umane?

by Urban Sports Club

Ilaria è International People Coordinator & Senior HR Manager presso Urban Sports Club. Un titolo lungo che al suo interno racchiude un ruolo complesso e variegato, legato a uno degli ambiti aziendali più dinamici, quello delle persone. Ilaria è a capo di un team che si occupa di garantire il benessere dei suoi colleghi in Urban Sports Club.

Le abbiamo chiesto che cosa significa per lei lavorare nelle Risorse Umane – e in che modo lei stessa beneficia di una cultura aziendale sana e trasparente.

Un’azienda è composta di vari dipartimenti focalizzati su specifiche aree del business, tutte centrate sul creare un’attività prospera e sostenibile. Il tuo lavoro si basa invece sulle persone. Come hai scelto questo percorso? 

Come prima assumption, mi piace partire dal fatto che senza le persone non c’è business, in quanto capitale intangibile di un’organizzazione. Ciò comprende l’insieme di qualifiche, di specializzazioni e di competenze che creano il profitto e che fanno crescere l’azienda. Ritengo fortemente che ogni singola persona prima, e dipendente poi, con la sua ricca individualità, possa fare la differenza all’interno di un’organizzazione se e solo se vi sia un investimento concreto nel capitale umano creando valore prodotto da competenze possedute e poi sviluppate.

Motivo per cui ho deciso di intraprendere un percorso volto allo Human Resources Management a 360° con lo scopo di fare prosperare il business attraverso il patrimonio più ricco che possediamo: le persone e la loro diversità.

In qualità di International People Coordinator & Senior HR Manager, che cosa ti piace di più del tuo lavoro? 

Ogni giornata è sempre differente, si impara il multitasking, a sviluppare il problem solving, ad organizzare eventi, ad avere competenze di labour law e di psicologia, a risolvere conflitti con l’obiettivo di supportare il dipendente dal primo all’ultimo momento cercando di far funzionare un’organizzazione profittevole.

Nel mio ruolo in particolare, adoro essere circondata da colleghi di diversi Paesi e culture che mi aiutano a generare valore portando spunti e punti di vista differenti con il fine di far sì che ogni collega, ovunque ess* sia locato, si senta parte della stessa grande famiglia Urban Sports Club.

Negli ultimi anni c’è stato un spostamento concettuale tra “risorse umane” e “capitale umano”. In che modo si esprime la ricchezza “umana” di un’azienda? 

La ricchezza umana è quel patrimonio intangibile su cui si fondano le aziende vincenti. Senza investimenti sul capitale umano, è impossibile ottenere il successo prolungato nel tempo. Non a caso, il capitale umano è stato paragonato a un vero e proprio investimento in un bene atto a produrre un certo rendimento.

Creatività, intelligenza, tenacia, equilibrio, esperienze personali, competenze, rispetto per il lavoro degli altri, motivazione, flessibilità, ecco che cosa guardare quando si cerca la ricchezza umana all’interno di un’organizzazione. In Urban Sports Club fin dall’inizio, l’investimento nel capitale umano è stato massivo.

Un paio di esempi: in tempi non sospetti, quando lo smart working rappresentava ancora un lungo miraggio prima dell’arrivo della pandemia, Urban Sports Club applicava una policy ibrida di 10 giorni al mese da dedicare al lavoro da casa. E la creazione dell’Urban Rainbow Club per sponsorizzare le iniziative LGBTQI* affinché tutti i dipendenti si sentano liberi di esprimere la propria persona al meglio sul luogo di lavoro.

Soprattutto in seguito alla pandemia, si diffonde sempre più l’idea che la felicità sia amica della produttività. In che modo? 

Ormai è risaputo e inflazionato il detto che “un dipendente felice performa meglio”. Ed è effettivamente così. Gli studi dimostrano che un dipendente felice produce il 12% in più rispetto ad un dipendente non felice sul luogo di lavoro. Molti sono gli elementi che concorrono alla felicità a lavoro e io stessa posso considerarmi sia ambasciatrice di questi punti, sia beneficiaria!

  • I BENEFIT che devono aiutare concretamente un dipendente nella loro quotidianità di vita;
  • I MANAGER che devono essere leader e non boss;
  • LA CULTURA DEL FEEDBACK che deve aiutare i dipendenti a migliorare giorno per giorno;
  • UNO SPAZIO DI LAVORO collaborativo che dia la possibilità di svagarsi e alleggerire le giornate;
  • UNA CULTURA AZIENDALE che faccia sentire il dipendente a proprio agio;
  • LA CULTURA DELLO SMART WORKING in cui la location può essere scelta dal dipendente stesso;
  • L’ORARIO DI LAVORO non legato alla timbratura del cartellino ma all’obiettivo
  • LA FIDUCIA NEL DIPENDENTE in quanto persona con le sue fragilità ma anche potenzialità.

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